{"id":429,"date":"2013-09-01T16:05:35","date_gmt":"2013-09-01T14:05:35","guid":{"rendered":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/?page_id=429"},"modified":"2021-02-18T14:24:33","modified_gmt":"2021-02-18T13:24:33","slug":"429-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/notizie-interessanti\/429-2\/","title":{"rendered":"Zagabria italiana"},"content":{"rendered":"  <div id=\"page-header-1614915706\" class=\"page-header-wrapper\">\n  <div class=\"page-title dark featured-title\">\n\n        <div class=\"page-title-bg\">\n      <div class=\"title-bg fill bg-fill\"\n        data-parallax-container=\".page-title\"\n        data-parallax-background\n        data-parallax=\"-\">\n      <\/div>\n      <div class=\"title-overlay fill\"><\/div>\n    <\/div>\n    \n    <div class=\"page-title-inner container align-center text-center flex-row-col medium-flex-wrap\" >\n              <div class=\"title-wrapper uppercase is-xlarge flex-col\">\n          <h1 class=\"entry-title mb-0\">\n            Zagabria italiana          <\/h1>\n        <\/div>\n                    <div class=\"title-content flex-col\">\n        <div class=\"title-breadcrumbs pb-half pt-half\"><\/div>      <\/div>\n    <\/div>\n\n     \n<style>\n#page-header-1614915706 .page-title-inner {\n  min-height: 300px;\n}\n#page-header-1614915706 .title-bg {\n  background-image: url(https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/02\/talijanski-zagreb.jpeg);\n  background-position: 1% 52%;\n}\n#page-header-1614915706 .title-overlay {\n  background-color: rgba(0,0,0,.5);\n}\n<\/style>\n  <\/div>\n    <\/div>\n  \n\t<section class=\"section\" id=\"section_952178097\">\n\t\t<div class=\"bg section-bg fill bg-fill  bg-loaded\" >\n\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t\t\t\n\n\t\t<\/div>\n\n\t\t<div class=\"section-content relative\">\n\t\t\t\n<h2>IL PRIMO SINDACO CONOSCIUTO DELLA CITT\u00c0 DI ZAGABRIA<\/h2>\n<p><em>il 23 gennaio 2016<\/em><\/p>\n<p>Considerato che la costruzione delle mura, delle torri e dei baluardi, in quanto il primo impegno dei coloni di Gri\u010d, dur\u00f2 24 anni a partire dall\u2019insediamento intorno allo scheletro della citt\u00e0 reale, gli operai edili furono, senza alcun dubbio, gli artigiani zagabresi pi\u00f9 antichi. \u201cDurante la fortificazione della nuova citt\u00e0, costruendovi case e trasferendovi i loro palazzi, i nostri cittadini fedeli ebbero notevoli spese, incessante lavoro e danni gravissimi\u201d, scrisse il re B\u00e9la IV nel 1266. La bolla d\u2019oro, emanata il 16 novembre 1242 e chiamata cos\u00ec per il sigillo in oro, regolamentava l\u2019insediamento della parte occidentale della collina zagabrese ed era il principale codice civico ed atto giudiziario penale. In breve, Gradec \u00e8 diventata libera citt\u00e0 regia ed i suoi abitanti conseguirono dei privilegi che consentirono un certo livello di autogoverno ovvero il diritto di eleggere l\u2019autorit\u00e0 suprema della citt\u00e0 ed il magistrato, il diritto al commercio ed al mercato. I podest\u00e0 ed i magistrati venivano eletti tra ricchi commercianti, favoriti del re.<\/p>\n<p>Il primo sindaco conosciuto che viene menzionato con il proprio nome nei documenti che risalgono addirittura al 1256, ovvero solo 14 anni dopo la concessione reale, come \u201ccapitano\u201d di Gradec era un ricco uomo d\u2019affari, favorito della dinastia degli Arpadovi\u0107, <b>COMESO PERCHINUS<\/b>, chiamato Perkin (Perin) o Periklo, mercante di merci di lusso di origine veneta ed il principale protagonista della cosiddetta colonia veneta sul versante occidentale della collina zagabrese di Gradec. Dalla sua prima menzione documentata risulta che Perkin ricevette dal re il podere Glavnica ubicato nello Zelinsko prigorje in cambio delle merci veneziane preziose di valore pari a 120 marchi. Nel corso del boom del mercato immobiliare negli anni successivi, comprava e vendeva terreni da Sopnica fino a Pokupsko, anche facendo uso dei documenti contraffatti. Era considerato un ottimo consulente finanziario e cos\u00ec divenne nel 1266 \u201cpodest\u00e0\u201d di Gradec. B\u00e9la IV, re d\u2019Ungheria e di Croazia, gli era presumibilmente rimasto debitore e nel 1272 fu nominato capo della zecca regia di Gornji grad, dove venivano coniati i denari zagabresi.<\/p>\n<p>La sua fine fu tragica. Al ritorno da Napoli, dove aveva svolto per il re d\u2019Ungheria e di Croazia una missione diplomatica molto importante, venne ucciso in una imboscata di briganti. Perkin, il primo sindaco conosciuto, non realizz\u00f2 una sola ambizione nella sua vita troppo breve \u2013 non prese il titolo di nobile!<\/p>\n<p><em>Fonte: \u201cStorie di Zagabria\u201d, \u201cGli italiani a Zagabria\u201d dott. Filip \u0160kiljan<\/em><\/p>\n<p><em>A cura di Oskar Arlant<\/em><\/p>\n\t\t<\/div>\n\n\t\t\n<style>\n#section_952178097 {\n  padding-top: 30px;\n  padding-bottom: 30px;\n}\n<\/style>\n\t<\/section>\n\t\n\t<section class=\"section\" id=\"section_1116445893\">\n\t\t<div class=\"bg section-bg fill bg-fill  bg-loaded\" >\n\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t\t\t\n\n\t\t<\/div>\n\n\t\t<div class=\"section-content relative\">\n\t\t\t\n<h2>Gli Italiani conosciuti e sconosciuti che hanno segnato lo sviluppo di Kaptol e Gradec dal IX al XIX secolo<\/h2>\n<h3>Gli italiani sul colle Kaptol<\/h3>\n<p>La prima prova scritta degli italiani nel territorio di Kaptol deriva dalI X secolo, e si tratta deicostruttoriche parteciparono alla costruzione della chiesa sul territorio della Cattedrale dell&#8217;Assunzione della Beata Vergine Maria e di Santo Stefano. Dal XIV secolo ad oggi molti artisti italiani costruirono edecorarono l\u2019interno della cattedrale, mapoiche\u2019la chiesa aveva subito danni pi\u00f9 volte nel corso della storia, si \u00e8 stati costretti aristrutturarla, e perci\u00f2 oggi non si possono vedere i capolavori degli artisti italiani. Quello che \u00e8 ancora visibile sono: soffitto e pareti dipinti nella sacrestia dalla seconda met\u00e0 del XIII secolo (fatti dagli artisti italiani portati dal vescovo Timoteo, e i dipinti sono considerati i pi\u00f9 antichi della Croazia settentrionale). Poi cassa panca con schienale alto rinascimentale dal 1520 (opera del maestro fiorentino Pietroe dei falegnami zagabresi), l\u2019angelo barocco sul pulpito dimarmo (opera di Giacomo Piazzetta),le statue sull\u2019altare di San Luca e sull&#8217;altare dell\u2019Ultima Cenadi Ges\u00f9 dall&#8217;inizio del XVIII secolo (le opere di Paolo Callaloe Giacomo Piazzetta di Venezia) e l&#8217;altare barocco della Madonna dal 1778 (opera dello scultore Sebastiano Petruzzi).<\/p>\n<p>La Strada Vla\u0161ka prende il nome dai commercianti italiani. Rigoldo, il proprietario della casa Dverce accanto all\u2019antica porta della citt\u00e0, ha aperto il primo negozio a Kaptol.<\/p>\n<p>Fino ad ora gli italiani menzionatila voravano temporaneamente sul colle di Kaptol, ma esistono anche quelli che si sono stabiliti nella zona della Strada Vla\u0161ka. Stiamo parlando soprattutto di commercianti che poi si sono spostati nel collevicino, Gradec. Gli italiani vivevano nella Strada Stara Vla\u0161ka insieme con i commercianti ungheresi, e furono chiamati dalla popolazione locale \u201cvlasi\u201d dal cui termine deriva il nome della strada. Alcune famiglie popolari dei commercianti italiani sono: Frusnello, Pasarle, Buseto, Calcinelli e Rigoldo. Sono preservati anche gli affreschi dal XIV secolo nella chiesa di Santo Stefano che si trova nel Palazzo Arcivescovile. Gli affreschi mostrano la vita di Cristo e sono dipinti da unosconosciuto artista italiano. \u00c8 sicuro che l&#8217;artista fosse uno degli studenti della scuola di pittura di Rimini perch\u00e9 usava la tecnica della pittura delle paretidi Giotto, dipingendo dall&#8217;alto verso il basso e dividendola parete secondo superfici quadrate; ogni quadrato \u00e8 stato dipinto in una sola giornata. Un affresco ben conservato \u00e8 Dibattito a Roma che mostra i filosofi ebrei nei banchi, uno dietro l&#8217;altro. \u00c8 interessante che la discussione coinvolge due uominiarrabbiati. Il primo ha gettato il libro ed ha aperto la veste sul petto, e l&#8217;altro ha rotto il libro sulle ginocchia. Questoinsolito punto di vista \u00e8 contrario alla dottrina della Chiesa che dice che i medici sono stupiti ad ascoltare Cristo. Questa \u00e8 una rara presentazione di deviazioni alle regole della chiesa nella pittura italiana del tempo.<\/p>\n<h3>Gli italiani sul colle Gradec<\/h3>\n<p>Gi\u00e0 nel XIII secolo, ci sono le tracce dei mercanti veneziani stabilitisi sul colle Gradec, in seguitoarrivano anche quelli da Firenze. Commercianti e artigiani provenienti da Firenze avevano un ruolo importante<\/p>\n<p>Il termine zagabrese \u0161tacun (negozio) deriva dalla parola italiana la stazione.<\/p>\n<p>nella formazione dei diritti dei cittadini perch\u00e9 provenivano dagli ambienti in cui il commercio fioriva e quindi conoscevano bene il diritto romano, che pian pianopassarono alla citt\u00e0 di Gradec. I giudici pi\u00f9 importanti di origine italiana furono: Gyan Boncarnissa de Florencia, Franciscus de Boncarnissa, Luca Borniola, Chun de Lorencia, Rugerie de Florencia, Pero Angeli, Antonius e Martin Renis, Gyaninus Bon.<\/p>\n<p>Nicol\u00f2 Alighieri, il pronipote di Dante, si spos\u00f2 a Gradec,viveva e lavorava come farmacista.<\/p>\n<p>Gli italiani sono stati primi farmacisti e proprietari dei bagni pubblici a Zagabria.<\/p>\n<p>I primi immigrati italiani erano per lo pi\u00f9 commercianti o medici-farmacisti, ma sono stati registrati anchepellicciai, calzolai, falegnami e costruttori. I commercianti pi\u00f9 in vista sono stati : Comes Perchinus (il capo della menta zagabrese nel XIII secolo e commerciante dei beni di lusso), Jacomeli, Renis e Chun. Nell\u2019anno 1887 ad Antonio Renis \u00e8 stato concesso un negozio vicino alla porta di pietra dal comune per il fedele servizio(era giurista e magistrato nel gruppo latino).<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 antico documento della farmacia a Zagabria risale all\u2019anno 1355. Lo sappiamo da un contenzioso tra il farmacistaJacobusapothecarius edil pellicciaio zagabrese, Nikola. Nikolasostenne che la donna con cui Jacobus vive non era la sua moglie legale. Jacobus dimostr\u00f2 che questo non era vero e Nikola glidovette pagarei danni per diffamazione. Si ritiene che Jacobus fosse un immigrato dall\u2019Italia. Nel XV secolo, con questo &#8220;mestiere&#8221; si occupavano per lo pi\u00f9 stranieri dall&#8217;Occidente, soprattutto dall\u2019 Italia. Nel 1399si menziona il farmacista Nicol\u00f2 Alighieri, pronipote di Dante che qui si spos\u00f2, viveva e lavorava come farmacista. Le ragioni della sua mossa rivela il padre Bernardo in una lettera inviata a suo figlio quell&#8217;anno. Lavorava nella farmacia K crnom orlu (All\u2019 aquila nera) in Strada Kamenita. Questo fu il primo e l\u2019unico contatto di un membro della famiglia di Dante con le persone al di fuori d&#8217;Italia. Lui port\u00f2 la prima notizia diretta delloscrittore della Divina Commedia. \u00c8 interessante notare che la prima farmacia sul colle vicino \u00e8 stata aperta quasi duecento anni dopo.Il pi\u00f9noto farmacista di Kaptol\u00e8 Jacobus Gasparini, nato in Svizzera, lui \u00e8 stato tra i primi senatori della citt\u00e0, giudice municipale e al quale hannno assegnato numerosi riconoscimenti, d&#8217;altra parte era una persona molto corrotta che falsificava documenti. A Kaptol lavoravano come farmacisti ancora gli italiani:Giacomo Gasparini e Ivan Petro.<\/p>\n<p>Gli italiani sono noti nella storia come ottimi imprenditori quindi non \u00e8sorprendente che i proprietari del primobagnofossero italiani. Masie Biondo (o Blondo) apr\u00ec il primo bagno pubblico nel 1344 sul ruscello Medve\u0161ak. Interessante \u00e8 anche l\u2019investigatore cittadino, \u0110uro Porta che inizi\u00f2 la persecuzione delle streghe nell\u2019anno 1698. Prima di ogni processo luiconduceva l\u2019 interrogatorioecon i suoi metodi di tortura provocavadelle fantastiche dichiarazioni. Nei quaranta casi con pi\u00f9 di duecento sospetti nessuno di loro fin\u00eclibero. La maggior parte degli accusati finirono al rogo, e per gli altri non ci sono idati affidabili. Il suo lavoro fin\u00ec nel 1704.<\/p>\n<p>Gli italiani assegnarono il nome alla Strada Mleta\u010dka, alla piazza e alla chiesa di San Marco. Anche costruirono la galleria Klovi\u0107evi dvori, il vecchio municipio e il palazzo Dverce.<\/p>\n<p>Un costruttore molto importante nel XIX secolo fu Antonio Cragnolini da Gemona che tra l&#8217;altro costru\u00ec l\u2019edificio del teatro nel 1833 a Gradec (ora Municipio) per un commerciante cittadino,Kristofor Stankovi\u0107 che ha vinto una grossa somma di denaro alla lotteria di Vienna e ha deciso di costruire un teatro.Il teatro aveva un palcoscenico, un auditorio con una loggia a tre piani, la sala da ballo con una galleria e potevaaccogliere 700 visitatori. Lo stesso architetto costru\u00ec al palazzo Or\u0161i\u0107, che fu il palazzo vicino, il secondo piano. Questi due palazzi sono stati finalmente uniti nel 1897 per le esigenze del municipio. Gli altri costruttori importanti che lavoravano a Gradec sono: M. Faleschini, Silvestar Donati e Ivan Usolini.Quanto gli italiani erano cittadini importanti,dimostranoi fatti che esiste ancor\u2019oggi una strada che si chiama Mleta\u010dka (Mleta\u010dka significa dei veneziani) dove vivevano mercanti veneziani e che la chiesa principale di Gradec porta il nome di SanMarco, il patrono di Venezia. Secondo la tradizione orale, proprio i commercianti veneziani assegnarono il nome alla piazza e alla chiesa, loro anche finanziarono l&#8217;inizio della costruzione e parteciparono alla costruzione (Antonio Macetti, Bartol Macetti e Macchiedo). Antonio Macetti nel XVII secolo costru\u00ecil monastero dei gesuiti che negli anni settanta si trasform\u00f2nella galleria Klovi\u0107evi dvori.<\/p>\n<p>Un lavoro importante lasci\u00f2 la famiglia Quadrio da Milano nella chiesa di Santa Caterina. L\u2019officina di Antonio Giuseppe Quadrio per un periodo di \u00a0tredici anni decorava con lo stucco la volta e le pareti, tutto con le scene della vita di S. Caterina e le immagini dei dodici apostoli.Proprio per questi stucchi la chiesa \u00e8considerata la pi\u00f9 bella di Zagabria. Francesco Robba da Venezia nel XVIIIsecolo fece l\u2019altare di marmo nella Cappella di S. Ignazio di Loyola e l&#8217;altare della Beata Vergine di Loreto nella stessa chiesa. Secondo alcuni fonti fu sepolto nella cripta della chiesa dopo la sua morte a Zagabria, dove venne a lavorare sugli altari nella Cattedrale.<\/p>\n<p>Spesso gli italiani volendo assimilare alla societ\u00e0, croatizzavano i loro cognomi per esempio Angeli \u2013 Perovi\u0107 (secondo padre il cui nome fu Pero) e Bolye \u2013 Boleti\u0107.<\/p>\n<p>Che gli italiani sono stati integrati nella societ\u00e0, dimostra che sono spesso menzionati nella storia delle battaglie tra Gradec e Kaptol. Una delle battaglie guidata dagli italiani avvenne 17 dicembre 1396. I cittadini di Gradec guidati dal giudice Marco eda due commercianti affidabili Kun e Rogerio da Firenze, iniziarono un attacco vendetta contro i suoi vicini risentiti dal fatto che i cannoni attaccavanoi contadini e rapivano le loro propriet\u00e0 ininterrottamente per gli ultimi venti anni. Kun e Rogerio erano al servizio del re, ma anche i commercianti, che \u00e8 molto strano, perch\u00e9 a quel tempo era insolito collegare attivit\u00e0 militare e commerciale. Si ritiene che poich\u00e9 fossero ricchi si sono elevati all&#8217;onore superiore in citt\u00e0, ma questo non cambia che hanno aiutato a difendere Gradec. Il conflitto \u00e8 stato fermato nelCapodanno, \u00a0dopo l\u2019 attacco dei cannoni al cimitero della citt\u00e0 presso la chiesa di S. Margarita sulla piazza dei Fiori, sono venutealla luce le ossa dei defunti e vennero disperse \u00a0nei campi e nei ruscelli.<\/p>\n<p>Dopo il XIX secolo la nazionalit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec importante come lo status, quindi gli italiani &#8220;sconosciuti&#8221; ma rispettati spesso sposano le donne che diventano in seguito famose. Una di loro \u00e8Marija Ruzi\u010dka Strozzi, celebre cantante lirica che spos\u00f2 Ferdinando Marchese de Strozzi, discendente dell\u2019antica famiglia fiorentina. Loro avevano otto figli, tra cui Tito Strozzi e Maja Strozzi Pe\u010di\u0107, e suo nipote \u00e8 Boris Papadopulo. L\u2019altra \u00e8 Klotilda Buratti nata Vranyczany Dobrinovi\u0107 che spos\u00f2il membro di una delle pi\u00f9 antiche famiglie nobili veneziane, Buratti. Grazie a lei, Zagabria ha avuto la prima scuola di danza gi\u00e0 nel 1859 perch\u00e9 suo padre ha chiamato un maestro italiano di ballo, Pietro Coronelli per sua figlia che la apr\u00ec. La citt\u00e0 di Zagabria ha ricevuto da lei il palazzo Dverce costruito da Antonio Macetti. Antonio l\u2019ha costruito per s\u00e9 e per la moglie Lucrezia Donati, ma il tocco finale l\u2019 ha dato Klotilda chel\u2019ha rinnovato, aggiornato ed inserito lo stemma di famiglia all\u2019ingresso. Oggi il palazzo \u00e8 usato per gli incontri di rappresentanza.<\/p>\n<p><em>Marina Kostenjak<\/em><\/p>\n<div class=\"row\"  id=\"row-452470620\">\n\n\t<div id=\"col-752248090\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  >\n\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div class=\"box has-hover   has-hover box-text-bottom\" >\n\n\t\t<div class=\"box-image\" >\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"\" >\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"362\" height=\"242\" src=\"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/09\/Apoteka-Danteovog-praunuka.jpg\" class=\"attachment- size-\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/09\/Apoteka-Danteovog-praunuka.jpg 362w, https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/09\/Apoteka-Danteovog-praunuka-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 362px) 100vw, 362px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\t<div class=\"box-text text-center\" >\n\t\t\t<div class=\"box-text-inner\">\n\t\t\t\t\n<h4>La farmacia del pronipote di Dante<\/h4>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-1897860598\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  >\n\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div class=\"box has-hover   has-hover box-text-bottom\" >\n\n\t\t<div class=\"box-image\" >\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"\" >\n\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"394\" height=\"296\" src=\"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/09\/Pala\u010da-dverce.jpg\" class=\"attachment- size-\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/09\/Pala\u010da-dverce.jpg 394w, https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/09\/Pala\u010da-dverce-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 394px) 100vw, 394px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\t<div class=\"box-text text-center\" >\n\t\t\t<div class=\"box-text-inner\">\n\t\t\t\t\n<h4>Palazzo Dverce<\/h4>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t<\/div>\n\n\t\n<\/div>\n\t\t<\/div>\n\n\t\t\n<style>\n#section_1116445893 {\n  padding-top: 30px;\n  padding-bottom: 30px;\n}\n<\/style>\n\t<\/section>\n\t\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":436,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"page-right-sidebar.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-429","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/429","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=429"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/429\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1973,"href":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/429\/revisions\/1973"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/436"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/unija.italianiazagabria.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}